Quando decidi di vendere online devi farti una domanda: quali saranno le migliori strategie di web marketing per ecommerce? Perché non è finita nel momento in cui metti il sito web in linea: è proprio in questa fase che inizia l’avventura e che devi pensare al come migliorare le conversioni.
Questo è un punto chiave che deve essere ben definito prima ancora di aprire un negozio online: c’è bisogno di un investimento costante dopo l’avvio. I primi passi sono importanti ma è sul lungo periodo che un ecommerce dà i suoi frutti migliori. Ecco perché devi ragionare in termini strategici.
Improvvisare non è una buona cosa quando hai come obiettivo la vendita attraverso un negozio digitale: non è uno strumento semplice da usare, devi muoverti in modo da ottimizzare tutti i passaggi tecnici. Ma anche quelli che si rivolgono al miglioramento del fatturato. Da dove iniziare?
Cosa deve sapere un imprenditore che decide di puntare sulle strategie di web marketing per ecommerce? Ecco una guida base con le migliori opzioni da prendere in considerazione subito.
Argomenti trattati in questo post
- Apri un blog per il tuo pubblico
- Migliorare la reputazione online
- Riduci tempo di spedizione prodotti
- Monitora frequenza di rimbalzo e tempo
- Investi nel print on demand (POD)
- Crea strategie di email marketing
- Usa i social per vendere online
- Up selling e cross selling sull’ecommerce
- Osserva i competitor online
- Fai ADV su Facebook e Google
- Le tue strategie di web marketing per ecommerce
Apri un blog per il tuo pubblico
Questa è una delle migliori strategie di web marketing per uno shop. Creare un blog che affronti le domande che potrebbero essere poste dal tuo potenziale pubblico rispetto a un prodotto o servizio è l’ideale per raggiungere diversi obiettivi. In particolar modo puoi lavorare su:
- Posizionamento sui motori di ricerca.
- Customer care service online.
- Generazione di contenuti per i social.
- Autorevolezza del brand.
Mi preme sottolineare con maggior forza che attraverso il blog aziendale, inserito in un negozio online per vendere su internet, ti consente di intercettare un traffico di possibili clienti che non riusciresti a ottenere altrimenti. Il punto essenziale: crea un buon piano editoriale e decidi il calendario da seguire per pubblicare articoli realmente utili. Non puoi lasciare tutto questo al caso.
Da leggere: la forza del passaparola nella vendita
Migliorare la reputazione online
Per chi ha deciso di puntare sulla vendita online è fondamentale seguire una serie di regole per creare e ottimizzare la web reputation del proprio sito web. Il primo passo per lavorare su questo fronte, ovviamente, è la presenza online con un portale.

Un portale studiato a tavolino da professionisti del settore che non deve essere solo raggiungibile. Ma ha bisogno di una serie di caratteristiche decisive per la reputazione online di un ecommerce. Ad esempio? Il tuo progetto sarà sempre:
- Veloce.
- Affidabile.
- Sicuro.
- Chiaro.
- Riconoscibile.
- Usabile.
Quando un utente arriva online non c’è spazio per i dubbi: deve capire subito chi sei e cosa fai, cosa vendi e perché può fidarsi del tuo progetto. Per un ecommerce è fondamentale avere una privacy policy su misura, un documento per gestire resi e spedizioni.
Detto in altre parole, le persone che arrivano sul tuo ecommerce devono sentirsi in un ambiente protetto e sicuro, senza timore di dover verificare più volte la bontà del tuo lavoro. Per questo è necessario operare anche su altri fronti del web marketing.
Riduci tempo di spedizione prodotti
Gli indicatori chiave ti suggeriscono l’andamento di un’attività in relazione ai tuoi obiettivi di promozione e ADV. Nella gestione di un ecommerce possiamo parlare di KPI di vendita. Ma anche di marketing che influenzano i primi. Ci sono dei KPI logistici che poi hanno un’influenza decisiva. Ad esempio?
Puoi valutare e osservare il tempo medio di spedizione. Questo parametro è uno dei più importanti per avere ottimi risultati in termini di conversione. Il motivo è semplice: le persone vogliono ricevere gli acquisti nel minor numero di ore possibile, magari a costo zero. Più riesci a contrattare una spedizione migliore con i tuoi corrieri di fiducia, meglio è.
Monitora frequenza di rimbalzo e tempo
Ecco una metrica più interessante tra i KPI per ecommerce. Sto parlando della frequenza di rimbalzo nota anche come bounce rate. Vale a dire la percentuale di visitatori che, una volta visitata una pagina e a prescindere dal tempo di permanenza, vanno via senza sfogliare altre risorse di vendita.

Questo parametro è centrale per chi vende online perché in questi casi è importante far visualizzare altre pagine al pubblico per lavorare sui correlati e sul concetto di cross/upselling. Inoltre, uscire senza atterrare su altre pagine vuol dire non acquistare e non procedere con il gateway di pagamento.
Quindi, chi si occupa di web marketing per ecommerce deve valutare il bounce rate come KPI e lo deve interfacciare con il tempo di permanenza sul sito in modo da individuare eventuali problemi.
Definisci target e obiettivi utili
Spesso viene ignorato il lavoro sull’audience. Che appare troppo piccola e ristretta, gli imprenditori sottovalutano il potere che può avere la presenza di un ecommerce.

In realtà come mostra anche questo grafico della Casaleggio Associati, nel 2018 osserviamo una continua crescita del fatturato dovuto alle vendite ecommerce. Questo perché le persone sono sempre più istruite e motivate ad acquistare sul web. Forse è arrivato il momento di rivedere le competenze e le necessità del tuo pubblico.
Per avere un futuro in questo settore devi mettere a fuoco un aspetto essenziale. Vale a dire cosa ottenere dalla tua attività online per aumentare le vendite su internet.
Le conversioni sono un traguardo finale, nel frattempo devi impostare una serie di obiettivi che ti consentono di superare la concorrenza e ottenere ciò che ti serve.
Ad esempio il posizionamento su Google. Chi si avvicina a questo mondo pensa di poter e dover puntare subito verso la ricerca più conveniente. Un caso concreto?
Se vendo abbigliamento sportivo vorrei essere in prima pagina per la query “scarpe da ginnastica bianche”. Ma conviene? Posso farlo con le mie risorse? Forse conviene puntare verso obiettivi diversi, ad esempio ricerche meno congestionate.
Investi nel print on demand (POD)
Il print on demand è una frontiera dell’ecommerce marketing fondamentale per chi vuole monetizzare le proprie idee e magari creare una vera e propria linea di abbigliamento. In primo luogo devi realizzare un concept, una grafica da stampare sui vari supporti. Tipo borse di stoffa, tazze e t-shirt.
Di solito parliamo di elementi basati su messaggi importanti, grafiche testuali che racchiudono concetti che le persone voglio mostrare e condividere. Il print on demand piace perché ognuno può prendere la tua idea e portarla su una maglietta o un cappello. Quindi è importante avere un progetto molto forte.
Poi devi portare tutto su un ecommerce che permetta al tuo pubblico di scegliere una grafica e applicarla su una superficie. La quale può cambiare in base alle esigenze del pubblico. Tecnicamente l’ecommerce è simile a tanti altri progetti di abbigliamento online: scegli taglia e colore, fantasia, grafica e stampa.

Poi acquisti. Ma l’ordine non atterra nel tuo magazzino e tu non devi cercare la taglia per poi spedire il tutto. La comunicazione arriva a chi stampa. Alla fine, come mostra anche questa grafica, il tuo profitto è legato solo all’idea che hai proposto sull’ecommerce: un buon modo per fare dropshipping, vero?
Crea strategie di email marketing
Come aprire un negozio online per vendere? La base di partenza prende in considerazione l’uso di CMS specifici, ma per promuovere ciò che fai è utile usare lo strumento più antico del web: la posta elettronica. O meglio, qui parliamo di programmi per inviare newsletter e strategie di email marketing.
Attraverso Mailchimp, Mailup o altri software per invio massivo di messaggi puoi raggiungere le persone che lasciano il proprio contatto. In questo modo puoi proporre ultime offerte, prodotti appena arrivati in magazzino e sconti. Ma non bisogna usare questo strumento solo per vendere.
Non devi neanche scrivere un’email aziendale, impregnata di burocratese e messaggi istituzionali. Usa la newsletter per aggiornare il tuo pubblico e renderlo partecipe grazie a selezione di contenuti.
Magari presi dal blog ma anche da altre fonti altrettanto interessanti: devi diventare un appuntamento utile, non un canale di vendita costante. Il rischio di trasformarsi in fonte di spam è alto.
La promozione del proprio e-commerce passa automaticamente dalla buona strategia social. Questo perché è attraverso le piattaforme di interazione e scambio di contenuti che si intercetta il pubblico.
Ma non solo attraverso la semplice pubblicazione dei post promozionali. Sui social gli e-commerce devono essere in grado di raccontare una storia, di emozionare e veicolare valori. Senza dimenticare le informazioni utili al concetto stesso di mercato online: come sottolinea anche il Cluetrain Manifesto:
I mercati sono conversazioni – Cluetrain Manifesto
Quindi, ad esempio, potrebbe essere una buona idea per un ecommerce impostare un bot su Facebook Messenger. In questo modo si intercetta un pubblico sempre più attento alla rapidità dell’informazione, soprattutto in un’ottica legata al ZMOT. Questo acronimo indica un concetto molto importante espresso da Google in una ricerca di qualche anno fa: Zero Moment of Truth.
In passato le teorie di marketing sostenevano la presenza di un First Moment of Truth. Vale a dire un momento in cui l’utente vede il prodotto nella vetrina o in una qualsiasi esposizione.
Qui c’è la prima prova per capire se l’utente acquisterà o meno. Oggi, con la presenza di dispositivi mobile e connessioni veloci, la verifica è fluida. Non legata a momenti specifici. L’acquirente può prendere il telefonino in un momento qualsiasi, sfogliare il tuo account Instagram e mandare un messaggio su Facebook per avere informazioni su taglie, disponibilità, colori. La prontezza è tutto.
Up selling e cross selling sull’ecommerce
Questa è una delle strategie di growth hacking più efficaci: fare in modo che ogni vendita diventi il trampolino di lancio per arrivare altrove. Ad esempio su conversioni più convenienti o per aumentare il numero di oggetti acquistati per singolo utente.

Una delle metriche fondamentali per lavorare nel settore dell’ecommerce è la capacità di gestire al meglio il customer lifetime value (CLV), ovvero il valore del cliente nel tempo. Quanto vale il contatto che hai conquistato? Se riesci ad applicare tecniche e strategie in grado di aumentare la possibilità di aumentare il numero di vendite per singolo cliente stai attivando una strategia di crescita in grado di fare la differenza.
Osserva i competitor online
Uno degli errori che spesso accompagnano la carriera del piccolo imprenditore quando decide di aprire un ecommerce: la valutazione errata dei concorrenti. Si pensa di iniziare una strategia di vendita online per rimanere in completa solitudine
Ci crediamo liberi di concludere grandi affari online. Poi arriva la sorpresa: c’è già chi ha pensato a qualcosa del genere. Ecco, prima di fare i primi passi (e investimenti) conviene capire chi abbiamo di fronte e cosa fare per aggirare l’ostacolo.
Non conviene affrontare a viso aperto i competitor, soprattutto se sei un piccolo imprenditore o una micro-azienda. In questi casi bisogna lavorare con costanza.
Fai ADV su Facebook e Google
Avere una strategia di web marketing per ecommerce che si lasci aiutare dalle sponsorizzazioni è un bene. Perché se hai dei contenuti commerciali (schede prodotto, categorie) che generano profitto è giusto investire in pubblicità. Quella però che non sia un disturbo per il pubblico ma una risorsa.
Fatta bene, la sponsorizzazione su Google Ads (ex AdWord) diventa importante per chi fa ricerche. Lo stesso vale per Facebook e Instagram, due universi sui quali si concentrano la maggior parte delle attenzioni in termini di ADV. Nel caso dell’ecommerce, però, bisogna considerare anche altro.
Punta su influencer e micro influencer
Rispetto all’advertising devi valutare la presenza di dinamiche differenti. Anche l’influencer marketing, se fatto bene, può rientrare nelle forme di pubblicità che possono avvantaggiare un brand che decide di vendere online. Ma la scelta dei collaboratori, quindi degli influencer, deve essere studiata.
Sai qual è una delle strategie di growth hacking più efficaci per dare visibilità? Il lavoro con i micro-influencer, vale a dire esperti di un determinato settore che non si caratterizzano per un grande seguito in termini numerici ma possono vantare una grande notorietà e autorevolezza in community specifiche.

Grazie a questa tecnica – intercettando persone che fanno riferimento al tuo ambiente gestendo la diffusione di contenuti – puoi parlare al tuo pubblico e fare in modo che le persone conoscano la tua azienda, quindi il tuo prodotto o servizio, grazie alla voce di una persona di fiducia. Ovviamente c’è una condizione: la qualità è tutto.
Usa il retargeting (remarketing) al meglio
Si traccia il comportamento del pubblico sul sito web e si identificano i punti che ha visitato prima di abbandonare la vendita. In realtà c’è una grande fetta di possibili acquisti che viene lasciata a metà per motivi differenti. A volte per indecisione, altre per problemi tecnici: il remarketing crea delle sponsorizzazioni basate proprio sui prodotti già visti e abbandonati.
Fai customer care service
Se vuoi fare un buon lavoro di reputazione digitale sull’ecommerce devi avere tutte le informazioni per aiutare gli utenti a gestire il flusso informativo e risolvere dubbi.
Puoi realizzare una sezione FAQ con domande e risposte utili, o addirittura un’area knowledge per dare dei riferimenti approfonditi su ogni tema relativo alla vendita dei tuoi prodotti. Di sicuro dovresti avere un’area in cui spieghi come funzionano i resi, quale politica adotti per le spedizioni e dove si trovano i riferimenti per contattare il supporto.
Già nel footer si dovrebbero trovare numero di telefono, email, indirizzo fisico e link a privacy e policy dei cookie. Devi esserci sempre per il tuo pubblico, così la reputazione può fare la differenza nel mondo dell’ecommerce e delle vendite online.
Da leggere: cosa serve all’azienda per fare web marketing
Le tue strategie di web marketing per ecommerce
Sai qual è la necessità di chi decide di aprire uno shop digitale? Vendere. Ma senza la pubblicità è possibile? Bisogna per forza investire in advertising? È una parte dell’equilibrio, ma c’è un punto:
Se hai più soldi che cervello investi nell’outbound marketing, se hai più cervello che soldi nell’inbound marketing – Guy Kawasaki
Questo passaggio è fondamentale per affrontare il punto che voglio mettere in evidenza. A prescindere dallo strumento utilizzato per fare marketing – Facebook ADV, email marketing, blogging – è l’approccio che fa la differenza. Come vuoi farti trovare dai tuoi potenziali clienti? Con un’interruzione fastidiosa e inutile o dando valore al tuo brand? La scelta è tua!
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