Il web marketing per piccole e medie imprese è un universo complesso. Troppo complesso per essere ridotto a pochi passaggi. Però provo a vestire i panni della persona comune che ha un’azienda e che si trova di fronte a una scelta: cambiare o rimanere uguale nel tipo di promozione?
Sai bene che non hai molta scelta e che devi, per forza, essere in grado di seguire le tendenze e le soluzioni che ti consentono di intercettare i potenziali clienti. Altrimenti rischi di rimanere fermo. Nel frattempo i concorrenti guadagnano terreno e acquistano i clienti che potevano arrivare a te.
Non arrivano a caso, devi fare qualcosa per ottenere dei risultati. Ecco perché si parla di web marketing per piccole e medie imprese, le famose PMI. In questo mondo i dubbi sono sempre all’orizzonte: chi deve investire si trova nella situazione tipica di chi sa che deve fare qualcosa.
Però non sa da dove iniziare. I dubbi sono tanti e sempre difficili da sciogliere in questi casi. Da dove iniziamo? Ecco una manciata di quesiti che ti aiuteranno a iniziare con il piede giusto.
Da leggere: quali sono le caratteristiche di un sito per PMI?
Non aprire un sito web gratis
Non esiste, per un’azienda degna di questo nome, lavorare con un sito gratuito. Ci sono diversi servizi che ti lasciano la possibilità di mettere online un progetto a costo zero ma è un passaggio da evitare. Perché un prodotto del genere non ti offre le garanzie necessarie per ottenere i risultati sperati. Ma, soprattutto, hai dei limiti difficili da superare e che non permettono al tuo brand di esprimersi.
Quanto costa aprire un sito web? Impossibile definire i costi a priori, ma si possono delineare le spese in base a ciò che ti serve: sito web monopagina, portale, e-commerce per vendere online, sito con modulo di prenotazione. Aziende differenti hanno esigenze diverse e chi cura il progetto può indicare all’imprenditore delle soluzioni.
Le spese di base – hosting e dominio – sono minime e si pagano ogni anno. Quelle relative alla costruzione del sito web sono una tantum e poi c’è il canone per il mantenimento. Vale a dire tutte quelle operazioni che garantiscono la manutenzione minima con piccole modifiche.
Il blog può aiutarti non poco
No, non esiste un “per forza” in questi casi. Sul web devi operare in termini di obiettivi: ogni strumento ha degli scopi precisi e ti dà la possibilità di ottenere dei frutti ben ponderati. Quindi, il blog ha motivo di esistere se inserito in una strategia: aprirlo per moda non ha senso. Devi avere un budget adeguato per scrivere gli articoli e, soprattutto, devi essere disposto a lavorare in prima persona per dare a blogger e content manager gli spunti essenziali per creare un buon calendario editoriale.
Basta pagare per essere primi?
Non esistono certezze su questo tema. Il posizionamento sui motori di ricerca è frutto di un lavoro da svolgere nel tempo. E puoi ottenerlo con la pubblicità, il famoso programma AdWords, o migliorando il sito web in modo da comunicare a Google la centralità delle tue risorse per una determinata ricerca.
In ogni caso non è sufficiente pagare per ottenere il risultato: bisogna considerare la competizione che si trova in un determinato settore. Nessuno può garantire un determinato risultato e questo lo dice Google nella sua guida ufficiale per scegliere un esperto SEO professionista.
Non fidarti dei SEO che affermano di garantire una determinata posizione nei risultati, che vantano di avere un rapporto speciale con Google o che pubblicizzano l’inclusione prioritaria su Google.
Uno dei grandi miti del web marketing per piccole e medie imprese: devo pagare qualcuno per mettere il sito su Google? No, la conferma arriva dalla pagina appena linkata: per inserire un sito su Google, una volta pubblicato, puoi usare la risorsa ufficiale Aggiungi URL o nell’inviare una Sitemap. Queste sono operazioni che puoi svolgere tu stesso, o il professionista che cura i tuoi lavori di promozione online, gratuitamente. Non ci sono costi ufficiali.
però il web marketing per piccole imprese e aziende familiari deve anche sapere che ci sono dei costi da sostenere per avere dei risultati migliori su Google, sia in termini SEO che di advertising. Impossibile avere buoni risultati senza il budget adeguato.
Valuta la creazione di un sito web
In questo caso è difficile parlare di obblighi. Certo, il sito web ha un profilo istituzionale diversa dal blog e può essere sempre un buon risultato avere una presenza proprietaria sui motori di ricerca.
Però nel caso delle piccole imprese presenti con un punto vendita aperto al pubblico, sul territorio, consiglio di investire soprattutto su Google My Business. Vale a dire il pannello controllo per gestire l’attività locale su Google: credo che questo sia un aspetto da approfondire, continua a leggere.
Quali sono le migliori risorse da studiare per l’azienda che vuole muovere i primi passi nel mondo del web marketing? Una delle letture migliori si trova nella Guida SEO per principianti di Google. Qui si trovano gli snodi più importanti per chi vuole avere una prima base necessaria per capire come funziona la promozione su Google.
Internazionalizzazione come scelta strategica
Stai prendendo in considerazione la possibilità d’internazionalizzare la tua attività. Bene, quali sono le motivazioni? Di sicuro è una scelta strategica che avrà dei riflessi sull’organizzazione interna ed esterna dell’impresa. Non è un passaggio facile.

Occorre una forte determinazione. Questa può nascere solo da necessità oggettive e misurabili, e non può essere frutto di una semplice intuizione. Perché aprire nuovi scenari commerciali oltre i confini nazionali? Ci sono diversi motivi.
Aumentare il fatturato
Questo vale soprattutto per periodi di recessione, come quello che stiamo vivendo. Aprire nuovi scenari consente di non dipendere solo dal mercato nazionale.
Aumentare la competitività
L’internazionalizzazione dell’impresa, e quindi della propria realtà aziendale, può essere vista come un passaggio in più rispetto ai propri concorrenti nazionali.
Stimolare la ricerca e lo sviluppo
Il confronto stimola lo studio di nuove soluzioni. Lo sviluppo di prodotti e di modalità con cui erogare un servizio possono portare benefici anche nel mercato interno.
Allungare ciclo vita di prodotti e servizi
Un bene può essere venduto tutto l’anno su mercati internazionali. Un prodotto ritenuto superato in patria può essere considerato innovativo in altre nazioni.
Migliorare il servizio clienti
Dimostri attenzione nel servizio clienti che deve essere all’altezza e fornire un’assistenza di ottima qualità. All’estero la valutazione del customer care fa la differenza.
Il Sole 24 Ore identifica l’internazionalizzazione come un elemento in grado di incidere sugli indici di crescita dell’impresa. Questa è l’opinione degli imprenditori:
L’esportazione di beni e servizi (42,2%) rimane, ad oggi, lo strumento prioritario cui le aziende italiane ricorrono per operare al di fuori dei confini nazionali. I dati ufficiali sull’interscambio con l’estero, in particolare quelli afferenti l’export, confermano la bontà di tale scelta e il ritorno di molte aziende sui mercati internazionali dopo un periodo contrassegnato da qualche difficoltà.
Se la tua impresa ha queste esigenze, allora ti serve un piano che identifichi i punti di forza e di debolezza della tua organizzazione. Devi costruire le premesse economiche per avere successo in realtà commerciali estremamente competitive.
Investi nella local SEO su Google
Sì, Google My Business è gratis e puoi aprire questo profilo senza problemi. Ma prima devi verificare la proprietà della tua attività. Questo è possibile digitando il codice che ti viene inviato via telefono (in alcuni casi non disponibile questa soluzione) o posta cartacea: la sicurezza è importante!
Ma a cosa serve Google My Business? A posizionare la tua azienda per le ricerche locali e per dare la possibilità al motore di ricerca di creare una scheda riassuntiva nella pagina dei risultati quando le persone cercano il tuo nome (guarda immagine sopra). Qui puoi inserire
- Indirizzo e posizione.
- Foto più importanti.
- Orari di apertura.
- Recensioni.
- Orari di maggior visite.
- Sito web.
- Indicazioni stradali.
Detto in altre parole, per le piccole e medie imprese che hanno un’attività sul territorio è indispensabile lavorare con questo strumento. Perché in questo modo puoi curare l’inserimento dell’azienda su Google Maps e aggiungere dei post nella scheda generale per invogliare gli utenti a cliccare sui tuoi inviti. Vuoi approfondire questo step? Ecco come creare un post su Google My Business.
Da leggere: quali social network scegliere per la propria azienda
Il web marketing per piccole e medie imprese
Come puoi capire da questa lista, i passaggi da approfondire per fare una buona promozione online sono tanti. Soprattutto, non esiste una ricetta giusta per tutte le aziende e le attività. Alla base di ogni azione c’è una riflessione che porta l’imprenditore a contestualizzare la propria realtà.
E a scegliere un progetto tagliato su misura, pensato per rispondere a determinate esigenze. Che corrispondono non solo a un investimento concreto ma anche all’impegno in prima persona nell’aiutare il consulente di web marketing a prendere la decisione giusta. Hai altre domande? Lasciale nei commenti, oggi è importante lavorare insieme per migliorare questi passaggi.
