Usa le Call to Action per concretizzare i tuoi sforzi

Ho seguito tutte le tappe del mio progetto web: ho aumentato le visite al sito, ho attirato l’attenzione del mio lettore e sono riuscito a coinvolgerlo. E ora? Manca un passo decisivo: devo invitare il lettore all’azione con una call to action e suscitare il desiderio di contattarmi.

Come creare una call to action efficace

Photo Credit: Captivo Picture

Non amo usare termini in lingua inglese, ma nel marketing è inevitabile. Call To Action vuol dire “chiamare all’azione”. In effetti non potrebbe essere altrimenti: sono io che ho bisogno del contatto, tocca a me fare la prima mossa. Senza esagerare.

Ti racconto qualcosa di me che non concilia con il marketing tradizionale: odio l’invadenza. Le call to action a volte sono aggressive, e quando questo capita non portano risultati. Giusto così.

Sono umano

Quando riesco a coinvolgere il mio lettore, ho già creato i presupposti migliori. Ho superato tante difficoltà per fidelizzarlo e convincerlo a tornare a leggermi. Questo non può essere vanificato da un eccesso di zelo, da un approccio sbagliato. Ecco come evitare questo rischio.

Pubblicando il contenuto giusto al posto giusto al momento giusto, il marketing diventa rilevante e utile per i clienti, non interruttivo. Questo è il marketing che le persone amano. HubSpot

Parlo da addetto ai lavori e faccio una sana autocritica: “sono umano“, come mi ricorda il video qui sotto. Questo approccio mi stimola a trovare soluzioni di contatto che siano naturali per il mio interlocutore. Soluzioni senza interruzioni ma capaci di creare esperienza: non sfondano la porta ma bussano con cortesia e attendono con pazienza la risposta.

Attiro l’attenzione senza interrompere

Non voglio interrompere l’esperienza di navigazione del mio lettore. Non uso banner enormi che impongono lo scroll della pagina. Evito il più possibile i popup. Se li uso, mi impegno a non ostacolare la lettura dell’articolo e dei contenuti correlati.

Cerco di rispettare l’andamento del testo e preparo la call to action, gli apro la strada. Sarà naturale trovarmela a disposizione come un appiglio a cui appoggiarmi per ottenere di più, per chiedere un contatto.

Web Marketing Tip – Concludi le pagine web che descrivono i tuoi servizi con un modulo di contatto contestualizzato al servizio offerto. L’utilizzo di campi specifici (un menù a tendina, dei checkbox) contribuirà a rendere unica l’esperienza del lettore, agevolando l’inserimento dei dati utili per il contatto. 

Rimango nel contesto

Una buona call to action è quella che diventa parte integrante del contenuto. Costituisce una naturale conseguenza della lettura e anticipa la richiesta del lettore. È come se fossi in grado di prevedere che in quel punto mi venga fatta la domanda: “Se volessi un aiuto?”

Contestualizzare vuol dire dimostrare che ho la conoscenza di quello che scrivo. Il testo che mi invita all’azione deve essere incorniciato in un’area grafica isolata dal post. Ecco quattro consigli pratici per scrivere una call to action efficace:

  • inizia la frase con un verbo imperativo
    Il verbo mi aiuta a cogliere il significato di una frase, senza possibilità di errore. Tolgo ogni distrazione e concentro l’attenzione del mio lettore sull’azione.
  • usa gli avverbi temporali
    Gli avverbi più utilizzati nelle call to action sono quelli di tempo: adesso, oggi, ora. Vanno usati con moderazione. Ideali per facilitare la comprensione del messaggio e per delimitare il tempo per decidere;
  • usa i numeri
    I numeri, come le immagini, hanno una caratteristica unica: vengono recepiti in un attimo, quindi sono ideali per i titoli dei post. Colpiscono la “pancia” del lettore. Un numero genera un’aspettativa che deve essere rispettata: nelle call to action è utilizzato come riprova sociale (ad esempio il numero delle condivisioni, dei download effettuati, delle copie vendute).
  • sii breve
    Questo consiglio è utile per aumentare la leggibilità di post ed email, ma anche per migliorare le call to action. Call to action che devono essere brevi e chiare, ma assicurati che contengano informazioni sufficienti per permettere al lettore di decidere.

Non ti consiglio di copiare le call to action. Prendi spunto piuttosto, è la soluzione migliore. Il tuo prodotto o servizio merita una soluzione personalizzata, che faccia sentire il lettore come il tuo interlocutore preferito.

call-to-action

La check list per verificare la tua call to action

Hai creato la tua call to action e non sei sicuro della sua efficacia. Ho raccolto una breve check list per fare una prima verifica. Ecco i punti.

  • È sintetica?
    Se non è breve, il rischio che non sia capita è alto.
  • Contiene un beneficio per il lettore?
    Senza un beneficio chiaro e concreto, il tuo lettore non ne percepisce l’utilità.
  • È invitante?
    Un’immagine può anticipare quello che il lettore otterrà una volta compiuta l’azione.
  • È posizionata in un punto strategico della pagina?
    La posizione ideale è in funzione degli altri elementi della pagina.
  • È realizzata con un colore diverso da quello predominante all’interno della pagina?
    Devi isolare la call to action con una grafica che la renda evidente. Scegliere il colore giusto è fondamentale.
  • È contenuta all’interno di un bottone?
    Se il verbo dell’azione è contenuto in un bottone cliccabile risulterà più intuitivo. Usa effetti in modo che passando sopra con il mouse, risulti evidente la presenza di un bottone cliccabile (ombra, manina sull’hover).
  • È unica all’interno della pagina?
    Se crei più di una call to action, rischi di disperdere l’attenzione del lettore che non saprà quale utilizzare. Valuta sempre con attenzione la presenza di più inviti all’azione.

In ogni caso, esegui almeno due test con una versione A e una B del modulo. Misura i risultati e scegli la soluzione migliore. Prima di concludere questo post, ti segnalo un’infografica di Hubspot che descrive come attirare l’attenzione usando le Call-to-Action.

Le Call to Action che attirano l'attenzione

Usa le Call to Action per concretizzare i tuoi sforzi: le conclusioni

Il blog aziendale è un luogo d’appartenenza dove l’imprenditore si riconosce e capitalizza la sua esperienza, e quella dei suoi collaboratori. Può essere un’occasione di contatto? Certo. Ma dobbiamo usare le call to action giuste per interagire, non per interrompere.

L’invito a iscriversi alla newsletter, la compilazione di una richiesta di preventivo, il link a un prodotto che risolve un problema per il mio lettore: sono esempi di chiamate all’azione che devono essere chiare e invitanti per essere efficaci.

Ora tocca a te. Cosa ne pensi delle call to action? Cosa ti attira di un invito all’azione in un sito? Ti è mai capitato di scrivere un’email grazie a una call to action? Quali sono le leve giuste che andrebbero utilizzate?

Lasciami la tua opinione nei commenti.

 
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Diego Ricci

Innamorato di Internet, dal '97 mi occupo di servizi web per piccole e micro imprese. Ascolto e analizzo le esigenze dei Clienti e propongo soluzioni. Amo la buona compagnia, lo stare insieme e le cose semplici come una birra al pub.

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