Ecco le migliori campagne di storytelling nel B2B

Il potere della storia raccontata è antico, da sempre l’uomo intrattiene e incanta – ma insegna anche – attraverso gli aneddoti. Che magari trasmettono valori e spiegazioni. Ecco perché è importante conoscere, analizzare e prendere come riferimento le migliori campagne di storytelling nel B2B: queste attività possono aiutarti a individuare le tecniche essenziali.

Tecniche da utilizzare e scegliere. Attenzione, so bene che una piccola impresa non può prendere come riferimento – ad esempio – lo storytelling aziendale della Microsoft o della Apple.

Campagne di storytelling nel B2B

Questo perché una grande multinazionale ha esigenze diverse, budget diversi, possibilità altrettanto diverse. Però è anche vero che c’è un fil rouge che accomuna tutte le entità commerciali che si possono definire imprese: la necessità di comunicare seguendo regole efficaci.

Per questo motivo dobbiamo sfruttare lo storytelling. Ovvero la capacità di comunicare un messaggio – che contiene valori, idee – attraverso gli strumenti narrativi. Si basa su un principio chiaro: le persone tendono a ignorare i dati, e a ricordare le grandi emozioni vissute.

L’idea è questa: possiamo sfruttare le storie raccontate per comunicare in termini aziendali. Ecco perché vogliamo elencare i migliori esempi di campagne dedicate allo storytelling nel B2B.

GE: the boy who beeps

Un primo esempio di campagna B2B dedicata al corporate storytelling: la General Electric pubblica questo video sulle varie piattaforme di content sharing, come Vimeo e Youtube, per gestire una comunicazione basata sull’empatia e sulla possibilità di mostrarsi come azienda umana.

 

La storia è questa: nasce un bambino speciale, che non parla come le persone normali ma trasmette segnali elettrici. Dopo una prima fase di sgomento e preoccupazione, si scoprono le grandi possibilità di questo bambino prodigio che con una semplice espressione della voce può fare grandi cose. Ma all’insegna dell’amicizia sa anche accontentare i desideri di un’amica, e alla fine – colpo di scena – si scopre che in realtà il bambino sa parlare la nostra lingua.

Cosa significa tutto questo? Semplice: il bambino è la General Electric, che detiene un grande potere perché sa gestire l’energia. Può fare tanto per dare a noi persone comuni un potere che supera le aspettative. Ma non è un elemento estraneo: la GE sa essere anche umana, vicina a noi.

Quest’azienda sa parlare la nostra lingua. Prova a immaginare un apparato comunicativo per trasmettere questi valori: riusciresti a farlo con un comunicato stampa? Con una pagina web testuale? Ci vuole lo storytelling aziendale, serve un video come quello che hai appena visto.

Salesforce: customer success

Un esempio di B2B storytelling un po’ meno emozionale e impattante, ma altrettanto interessante. Quest’azienda, protagonista assoluta nel settore dei CRM – i software che ti consentono di tracciare e gestire al meglio tutte le relazioni con i clienti – ha preferito lavorare sul piano testuale.

In una pagina dedicata, Salesforce ha raccolto le storie di successo che hanno come protagonista le storie dei clienti che utilizzato i programmi di quest’azienda per raggiungere i risultati.

A ogni episodio è stata dedicata una pagina web con video, link di approfondimento e riscontri verificabili. L’attenzione è tutta per la verifica e la conferma, un metodo interessante per attivare una narrazione (come anticipato) meno rivolta all’emotività che permette ai decisori di avere non solo buone vibrazioni, ma anche dati concreti per capire se investire o meno in un prodotto.

Adobe: click, baby, click

Una campagna di B2B storytelling veramente ben fatta: semplice, divertente ed efficace. Ma soprattutto capace di attivare quel passaggio che permette all’imprenditore di cogliere immediatamente il messaggio: se non fai un buon lavoro di analisi dei dati ti troverai in difficoltà.

Questa campagna, infatti, ha come obiettivo far comprendere l’importanza dei dati analitici in tempo reale ed evitare che le aziende prendano decisioni basate su picchi di traffico illusori.

 

La narrazione è questa: in un’azienda ormai addormentata e dismessa come quella di un’enciclopedia cartacea, all’improvviso, arriva un picco di ordini che genera entusiasmo.

E sul crescere della musica si attiva un’intera economia fatta di logistica, stampa, raccolta delle materie prime che sembra rispondere a un rinato mercato dell’enciclopedia classica. In realtà, a inviare questi segnali è un neonato che clicca a ripetizione il tasto Buy di un banner.

Dietro quella valanga di click – e quindi di acquisti fatti su un ecommercenon c’è il mercato che decolla. Ma un neonato che si muove a caso sul tablet della madre.

SurveyMonkey: same changer

Tra i migliori esempi di campagne dedicate allo storytelling nel B2B troviamo anche quella di SurveyMonkey. In un mondo in cui tutti dicono le stesse cose e non si distanziano dalla prassi, chi decide di utilizzare questo brand inizia a fare la differenza. E cambia il mondo aziendale.

Il racconto che viene fatto nel video di storytelling: c’è una dipendente aziendale che si reca in ufficio tutti i giorni, si susseguono le riunioni e le interazioni. Ma tutti dicono la stessa parola: Same.

Appena si intercetta il sito web – e quindi le possibilità – di SurveyMonkey si accende la lampadina. Si propongono nuove soluzioni cambiando registro e tutto cambia. Invece di competere con altri software elencando le funzionalità dei sondaggi, questo brand utilizza lo storytelling per raccontare l’impatto positivo di uno strumento di base che si trasforma in una risorsa strategica.

Volvo: Van Damme epic split

Uno dei casi storici di storytelling nel business to business che ti consente di individuare cosa significa raccontare una storia emozionante ma, nel frattempo, dimostrare qualcosa. Mettiamoci nei panni dell’azienda che deve comprare dei camion per la propria attività di logistica.

Cosa guardiamo? Cosa valutiamo? Ci sono decine di punti da considerare ma la Volvo ha deciso di lavorare anche sull’aspetto emotivo: vogliamo dimostrare cosa può fare un nostro mezzo in termini di precisione e stabilità. Da qui nasce il video che puoi vedere su qualsiasi piattaforma.

 

C’è il grande Jean Claude Van Damme che riesce a fare una spaccata acrobatica in equilibrio su due specchietti retrovisori di due camion Volvo che procedono in parallelo, a marcia indietro.

Funziona?

Certo, dimostra che questi mezzi possono fare cose straordinarie. Prova a fare lo stesso con un testo, solo con un muro di parole. Lo puoi fare ma non ha lo stesso impatto. Quello che è interessante riguarda anche come si sviluppa questo trend: il video è stato copiato e ripreso anche da altri attori, ma soprattutto ci sono stati anche i backstage a descrivere le dinamiche del lavoro svolto.

Cosa possiamo capire dalle campagne di storytelling?

Un concetto è chiaro: non esiste un’azienda che può esimersi dal raccontarsi. Anche se sei una piccola impresa, addirittura un’azienda a conduzione familiare, le dinamiche che guidano attività come quelle della General Electric o Adobe sono simili. Almeno in linea teorica.

Chiaro, cambiano decine di elementi e il primo è il budget. Però c’è un punto da chiarire: se pensi di dover o poter applicare il corporate storytelling alla tua azienda che si occupa di B2B, di certo non puoi iniziare senza una base solida. Vale a dire, un’analisi del mercato e una strategia di marketing.

Molti consulenti pensano che nel business to business tutto ruoti intorno a freddi documenti PDF, cataloghi, analisi dei dati: certo, servono. Ma non sono tutto. Non oggi, almeno: c’è sempre spazio per raccontare una grande storia.

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