Local ecommerce: come promuovere il tuo shop sul territorio

Commercio locale | MarkCom Turate

Spesso si ignora la promozione del proprio shop online anche sul territorio. Ecco perché si dovrebbe ragionare anche in termini di local ecommerce, vale a dire la possibilità di realizzare e promuovere siti web pensati per vendere ragionando in termini di:

  • Geolocalizzazione dei portali
  • Esaltazione delle eccellenze
  • Promozione locale delle aziende

Il problema nasce dal fatto che l’ecommerce viene vista come una condizione tipica per aprirsi e vendere online attraverso un sito web potenzialmente senza limiti.

Posso raggiungere persone sul territorio nazionale e internazionale, dimenticando però che ogni azienda ha anche radici territoriali ben salde. Quindi si potrebbe ipotizzare un lavoro di local ecommerce per rendere raggiungibile anche la piccola impresa locale, a gestione familiare e con pochi dipendenti ma tanta voglia di crescere su internet.

Cos’è il local ecommerce, definizione

Intendiamo il lavoro di creazione e promozione di siti web dedicati alla vendita da parte di aziende piccole o piccolissime, a volte a conduzione familiare e legate a un’identità locale. Parliamo d’imprese che magari non hanno mai avuto la necessità d’ipotizzare la vendita online dei propri prodotti ma poi hanno registrato un cambio netto.

Il mercato ha invertito la tendenza e ha iniziato a premiare le imprese in grado di farsi notare rispettando le esigenze di mercato. Un mercato che non ha più confini netti ma che mette l’individuo in condizione di crearsi una customer journey ricca d’informazioni e riscontri per decidere cosa e come acquistare. Non solo dai grandi brand.

Da leggere: cos’è il marketing mix per le piccole imprese

Quali sono i vantaggi del local ecommerce

Grazie a questa strategia di vendita, in cui anche la piccola azienda si affaccia nel mondo dello shopping online, c’è la possibilità di superare il problema che colpisce gran parte del settore retail: la sfida dei grandi brand come Amazon. Secondo Confartigianato:

La crisi Covid-19 ha determinato una marcata accentuazione dell’utilizzo canale delle vendite on line da parte delle MPI. Il tasso di attivazione – il rapporto tra coloro che hanno attivato il canale nell’emergenza sanitaria e quelli che utilizzavano precedentemente l’e-commerce – è del 19,8%, mentre balza al 56,9% il tasso potenziale di espansione.

Il Covid ha risvegliato le coscienze con prepotenza ma il punto era già chiaro: per sconfiggere l’avanzata dei grandi portali che fagocitano ogni attività bisogna scendere in campo. Ma con strumenti differenti, non affrontando il nemico faccia a faccia. Il motivo?

C’è da farsi male. Amazon, solo per fare un esempio, è in costante perdita sulla vendita. Lavora su prospettive differenti, sulla fidelizzazione dell’utente. Mette in campo delle politiche di spedizione e di resi che rende impossibile qualsiasi confronto.

local ecommerce
Come cambia l’ecommerce dopo il Coronavirus- Fonte Casaleggio Associati.

O almeno qualsiasi confronto che vuole sfidare il grande rivenditore online sul prezzo, sulla rapidità di spedizione. Questo è il motivo per cui l’inbound marketing per ecommerce viene in aiuto dell’imprenditore che vuole portare la sua piccola impresa online. E utilizzare un sito web per vendere, per raggiungere potenziali clienti ovunque.

Come fare local ecommerce sul serio

Basta aprire un ecommerce per farsi trovare? No, ci vuole una promozione attenta sui social e sui motori di ricerca. Ma è proprio questo il punto: devi evitare lo scontro.

Se ragioni in termini di scontro diretto con altri portali – più grandi e da maggior tempo sul panorama – rischi di trovare subito uno scoglio insormontabile da affrontare. Ecco perché bisogna puntare su strategie di ecommerce differenti. Come ad esempio?

Lavora sulle long tail keyword con il blog

Non tutte le piccole imprese hanno bisogno di un blog aziendale ma se hai deciso di contrastare i grandi portali del turismo (tipo Booking, Tripadvisor…) non hai grande scelta. Questi progetti catturano la parte più interessante del traffico, quella che arriva grazie a query molto competitive e più remunerative. Non si scappa da questo.

I grandi portali hanno un ranking organico unico, e investono tanto in advertising, quindi non c’è discussione: sulle query secche vincono loro. Che fai? Ti arrendi? No, devi puntare sulle long tail keyword, le ricerche a coda lunga.

Vale a dire quelle composte da 3 o più parole, meno interessanti dal punto di vista commerciale ma che possono portare utenti interessati al tuo prodotto o servizio. Poi i link portano le visite verso le tue landing page, ma tra le prime strategie di local marketing c’è sicuramente quella che chiama in causa il blog aziendale.

Storytelling del prodotto

Quello che vendi ha una storia, è fatto in modo diverso. C’è un’attenzione in più. Come far percepire il valore extra? Una delle possibili soluzioni è quella di affiancare al local ecommerce un’opera di storytelling. Ovvero una narrazione fatta d’immagini, video e testi per raccontare ai potenziali clienti i valori condivisi.

Intercetta le ricerche focali con le FAQ

Sai che ci sono tante persone che fanno voice search con il telefonino? La risposta dovrebbe essere ottimizzata per il tipo di output, una voce meccanica che legge ciò che si trova sulla pagina. Come intercettare quest’esigenza? È possibile farlo?

Ci sono ancora molti dubbi rispetto alla reale possibilità di fare un lavoro di Local SEO passando per la ricerca vocale, ma il consiglio principale è quello di creare una pagina FAQ sul proprio sito e individuare una serie di domande tipiche del pubblico. Se, ad esempio, gestisci un ristorante puoi dare indicazioni precise rispetto a:

  • Dove è situata la struttura.
  • Quanto tempo ci vuole per raggiungerla.
  • Cosa si trova nei dintorni.

Dai risposte semplici e concise, usando un linguaggio colloquiale e diretto. Niente giri di parole e aziendalese. Inoltre puoi usare i microdati che consentono di attivare le FAQ nella serp con rich snippet. In questo modo Google riconosce la presenza di questi contenuti proprio come domande frequenti con relative risposte.

Customer care service

Essere vicini al cliente in modo diverso, come non potrebbe mai fare una multinazionale. Questo è un buon modo per ragionare intorno alla necessità di differenziarsi. Ad esempio, l’e-commerce di prossimità o proximity e-commerce può trovare beneficio nell’uso di chatbot ben calibrati e pensati intorno a un funnel.

Usa i video per raggiungere le persone giuste

Spesso il concetto di local marketing è legato ai contenuti video, ottimi per la fruizione da smartphone ma non solo. Le clip registrate o in diretta possono essere ideali anche per chi vuole lavorare sul concetto di brand awareness e non è interessato al posizionamento su Google. La visibilità local si ottiene in modi diversi.

Ma forse ha bisogno di contenuti per emergere su Facebook o Instagram. C’è anche YouTube da considerare, ma cosa può fare un’azienda local con i video?

  • Tutorial per risolvere problemi comuni ai potenziali clienti.
  • Commento di notizie e novità relative al settore.
  • Customer care service: affrontare domande di chi è già cliente.
  • Presentare nuovi servizi e prodotti in vendita.
  • Fare prove sul campo di ciò che si propone ai clienti.

Come puoi ben vedere c’è tanto da fare, l’importante è avere una buona pianificazione di base. Senza dimenticare la strumentazione per catturare dei video di qualità: l’improvvisazione e la scarsa definizione è accettata solo nelle dirette.

Integrazione online e offline

Uno dei limiti è quello di pensare al negozio fisico come qualcosa di diverso rispetto a quello online. Sono due mondi che rispondono a logiche diverse ma devi agevolare e gestire tutto ciò che è showrooming e webrooming. Ovvero le tendenze che spingono le persone a comprare online ciò che si è visto nel negozio e viceversa.

Da leggere: cos’è e a cosa serve il green marketing

Vuoi portare online la tua azienda?

Lo puoi fare in un modo speciale, rispettando la tua identità. Rimanendo fedele ai tuoi principi e alle tradizioni. O semplicemente alla tua dimensione aziendale. Le piccole e micro imprese hanno tutto da guadagnare nel pensare a come vendere online.

Il vero rischio è l’improvvisazione, il lanciarsi senza una riflessione solida alle spalle. E pensando solo che in fin dei conti basta aprire un sito web, aggiungere uno shop online (magari gratuito) e sedersi in poltrona aspettando dei risultati. Non funziona così.

Oggi possiamo operare insieme sul local ecommerce ma c’è bisogno del massimo impegno, solo così è possibile risollevarsi dalla crisi del retail marketing online.

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