Come aprire il tuo negozio online [Infografica]

E così hai deciso. Vuoi aprire il tuo negozio online. Ottimo!

In questo post voglio fornirti una breve guida sui principali adempimenti per avviare la tua attività online. In un altro ho preparato per te una check list del materiale e le informazioni per aprire il tuo sito internet.

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Quello che serve per realizzare un negozio online sia da un punto di vista tecnico che commerciale sarà l’argomento di un prossimo post. Partiamo dalla prima analisi che devi fare: determinare i ricavi.

La soglia dei ricavi annuali senza obbligo di Partita Iva

Se pensi che la tua attività ti renderà, all’anno, meno di 5.000 euro, è tutto molto semplice. Basta che rilasci una ricevuta con l’indicazione di prestazione occasionale ai sensi dell’articolo 67 lettera i) del DPR 917 del 1986. La nota è soggetta a ritenuta d’acconto (redditi da inserire in dichiarazione dei redditi) e, nel caso di compensi superiori a 77,47 euro, a imposta di bollo. Se ritieni che i tuoi ricavi saranno maggiori, occorre distinguere tra varie ipotesi.

1) Apertura di una nuova attività

Se i tuoi redditi supereranno i 5.000 euro l’anno, allora devi prima aprire la Partita IVA  o costituire una Società. Questo punto è troppo importante e delicato per svolgerlo in questo blog.

Soprattutto per l’apertura della Partita Iva è importante farsi assistere da consulenti a cui sottoporre il proprio progetto e le previsioni di guadagno per evitare di andare incontro a brutte sorprese. I costi di gestione della Partita Iva e la tassazione ad esso abbinata potrebbero non essere vantaggiosi. Meglio non rischiare e non improvvisare. Per cui passo subito al prossimo caso.

2) Attività già esistente

Se la tua è un’attività che già opera sul mercato verifica se sia necessario aggiungere al tipo di attività svolta in via principale il codice ATECO 47.91.10Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via internet”; poi devi comunicare alla Camera di Commercio di tua pertinenza lo svolgimento dell’attività di commercio elettronico.

Da marzo del 2011 non è più necessario presentare la documentazione cartacea presso l’ufficio commercio del comune di residenza dell’attività.

Per fare questo devi predisporre una SCIA, acronimo di “Segnalazione certificata di inizio attività” per comunicare l’inizio dell’attività commerciale allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività tramite la camera di commercio. A tal fine devi accedere a ComunicaStarweb (per avere maggiori informazioni puoi consultare questa guida a Comunica startweb il servizio per la comunicazione unica).

In molti casi i Comuni gestiscono in autonomia  il flusso della documentazione necessaria delegando la presentazione della SCIA ad altri enti e uffici. Pertanto ti suggerisco di recarti, prima di ogni altra cosa, presso il tuo Comune e verificare la presenza di adempimenti particolari per la compilazione e le effettive modalità di presentazione dei documenti.

Comunicazioni all’Agenzia delle Entrate

Come Impresa devi anche comunicare all’Agenzia delle Entrate una serie di dati:

  • indirizzo del sito Web,
  • i dati identificativi dell’Internet Service Provider,
  • l’indirizzo di posta elettronica,
  • il numero di telefono e di fax.

Adempimenti per vendere all’estero

Per svolgere operazioni di vendita intracomunitaria, devi iscrivere la tua Impresa alla banca dati VIES  – Vat Information Exchange System.

Dati obbligatori e graditi al consumatore

Come suggerito anche da una recente guida su come effettuare acquisiti online in sicurezza di Poste Italiane, sul tuo negozio online dovrebbero essere presenti le seguenti informazioni:

  • I dati identificativi della società, compresa la partita IVA
  • I contatti e-mail e/o telefonici del servizio clienti
  • Informazioni relative ai prodotti o servizi offerti
  • Prezzi dei prodotti o servizi offerti
  • Condizioni di Vendita
  • Il Diritto di Recesso
  • Modalità di pagamento, consegna e fatturazione
  • I sistemi adottati per la sicurezza di dati e transazioni
  • Le informative sulla Privacy e sui Cookies

Nello specifico, il decreto legislativo 9 Aprile 2003, n.70 recepisce la “Direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare, il commercio elettronico, nel mercato interno” a cui ti rimando per ulteriori verifiche.

Fatturazione e IVA

L’apertura di un negozio online comporta obblighi e adempimenti per quanto riguarda la fatturazione. Come per l’apertura della Partita Iva, su questa materia occorre il supporto di un buon commercialista.

In ogni caso, ricapitoliamo il processo di acquisto: il Cliente che avrà accesso al tuo negozio online, eseguirà la procedura di acquisto aggiungendo i prodotti al carrello, compilando l’ordine ed eseguendo il pagamento tramite le forme che avrai deciso e implementato.

A questo punto invierai la merce ed emetterai la fattura. Se le vendite sono fatte da consumatori finali sei esonerato dall’obbligo di emissione della fattura, salvo richiesta esplicita del cliente che dovrà a quel punto fornire tutti i dati per la sua emissione. Sei sollevato dall’obbligo di scontrino e ricevuta fiscale. Dovrai però annotare i corrispettivi giornalieri delle vendite, IVA compresa, nel registro dei corrispettivi.

Al fine dell’applicazione dell’IVA, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilate a quelle della vendita per corrispondenza.

[Infografica] – Come aprire un negozio online: le principali norme.

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Costi da sostenere

Per aprire un negozio online occorre affrontare varie tipologie di costo: dalla registrazione del dominio ai costi di promozione, passando per la realizzazione del sito e la sua manutenzione; dalla promozione del sito ai costi amministrativi.

Per quanto riguarda i costi amministrativi si va da poche decine di euro per il pagamento dei diritti di segreteria al Comune ove si presenta la SCIA, ad un centinaio di euro per l’apertura della Partita Iva e per il diritto annuale della Camera di Commercio. I costi poi variano in caso di apertura di Società dove possono diventare considerevoli, considerando le spese notarili.

Fonti e Risorse

Conclusioni

In questo post ho voluto raccogliere i principali adempimenti burocratici e fiscali legati all’apertura di un negozio online. La vera rivoluzione è rappresentata dal ricorso sempre più frequente alla trasmissione elettronica della documentazione necessaria che sostituisce quella cartacea.

Mi piacerebbe molto avere anche la tua opinione o sapere la tua esperienza diretta per arricchire questo post. La mia intenzione è di tenerlo sempre aggiornato anche grazie al tuo aiuto. Tieni presente che questo articolo, per la tematica sempre in continuo aggiornamento, potrebbe non essere aggiornato e contenere inesattezze. Ti invito a prendere queste informazioni come indicative e a farle verificare dai professionisti che seguono la tua attività.

In questo senso ci sono delle domande che vorrei farti:

  • Hai altre normative, indicazioni o correzioni che puoi segnalarmi?
  • Hai un’esperienza diretta che vuoi raccontarmi nei commenti? Quali sono le principali difficoltà, se ce ne sono state, che hai trovato?
  • Ritieni che il commercio elettronico debba avere dei canali privilegiati che semplifichino tutte le procedure per l’attivazione di negozi online o, invece, ci debbano essere leggi più restrittive?

Aggiornamento Luglio 2015

È di questi giorni la notizia che un decreto legge, già approvato dalla Camera dei Deputati e in fase di discussione al Senato, prevederebbe la chiusura per 12 giorni l’anno anche per i negozi online. Come vedi le norme su questo argomento continuano ad aggiornarsi e a cambiare. Se ci saranno novità le inserirò qui in fondo e ti terrò aggiornato.

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Diego Ricci

Innamorato di Internet, dal '97 mi occupo di servizi web per piccole e micro imprese. Ascolto e analizzo le esigenze dei Clienti e propongo soluzioni. Amo la buona compagnia, lo stare insieme e le cose semplici come una birra al pub.

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