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Nota di trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale [Diego Ricci]

di Diego Ricci 13 gennaio 2026 3 minuti di lettura

I contenuti pubblicati a mio nome su questo blog sono il risultato di un processo di lavoro che integra competenze umane, metodo editoriale e strumenti di intelligenza artificiale.

Utilizzo l’intelligenza artificiale come supporto alla fase di analisi, ricerca, verifica e affinamento dell’esperienza che ho accumulato in oltre 25 anni di attività.

Come nasce un articolo

La produzione di ogni contenuto parte da una fase di analisi preliminare approfondita, nella quale utilizzo strumenti come ChatGPT di OpenAI (in modalità Agent) e Perplexity per:

  • esplorare un argomento
  • verificare dati e trend aggiornati
  • costruire report e analisi di contesto
  • confrontare fonti e interpretazioni

Questa fase serve a chiarire il quadro, non a “scrivere al posto mio”.

Sulla base dei risultati dell’analisi viene definita la struttura dell’articolo. Per la scrittura, l’integrazione dei contenuti e la verifica dei testi utilizzo il supporto di Claude (modello Sonnet 4.5), sempre all’interno di briefing dettagliati e contestualizzati.

Il ruolo del contesto

Un punto centrale del mio metodo è la costruzione del contesto. Da mesi lavoro alla definizione di una guida interna che raccoglie:

  • sapere aziendale
  • struttura dei servizi
  • casi concreti
  • tono di voce
  • posizionamento

Questo materiale è utilizzato per fornire agli strumenti di IA input completi e coerenti, perché un buon output nasce solo da input eccellenti.

Per la raccolta di appunti, briefing e ragionamenti preparatori utilizzo anche Plaud (in versione desktop e portatile), che mi consente di registrare note vocali e trasformarle automaticamente in trascrizioni, riepiloghi e mappe mentali. Questo passaggio è utile per strutturare meglio le informazioni di partenza e ridurre dispersioni, soprattutto nelle fasi in cui le idee nascono “a voce” prima ancora che a testo.

Per l’interrogazione dei documenti e l’analisi dei testi utilizzo inoltre Google Notebook LLM, uno strumento particolarmente utile sia per il lavoro sui contenuti sia per una funzione di feedback avanzato: la generazione di conversazioni audio tra due interlocutori che analizzano le fonti e offrono punti di vista critici.

Questa modalità viene impiegata anche come simulazione di buyer personas, per individuare eventuali passaggi poco chiari, punti deboli o necessità di approfondimento prima della pubblicazione.

Migliorare l’esperienza di lettura

All’interno del blog è stato inoltre implementato un glossario dinamico dei termini tecnici, che ho sviluppato anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, per rendere i contenuti più accessibili e facilitare la comprensione anche dei temi complessi.

Controllo umano, sempre

L’intelligenza artificiale è parte integrante del mio lavoro quotidiano, ma la responsabilità finale è sempre mia.

Ogni contenuto è:

  • revisionato
  • arricchito con esempi concreti
  • adattato al contesto reale
  • validato dal punto di vista editoriale e professionale

Non esiste “copia e incolla”. Esiste un processo di sperimentazione continua, durato mesi e tuttora in evoluzione, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei contenuti, non di velocizzarli a scapito del valore.

Un metodo in continua evoluzione

Queste note non sono statiche.

Gli strumenti di intelligenza artificiale evolvono rapidamente e il loro utilizzo efficace richiede aggiornamento costante, studio, test e sperimentazione continua. Questo significa investire ore di lavoro nell’analisi delle nuove funzionalità, nella verifica dei risultati e nell’adattamento del metodo operativo.

Di conseguenza, anche il processo descritto in questa nota viene aggiornato nel tempo per riflettere l’evoluzione degli strumenti e delle pratiche adottate.

Una scelta di trasparenza

Questa nota nasce per correttezza e trasparenza nei confronti di chi legge.

Ritengo sterile la contrapposizione tra “contenuti umani” e “contenuti assistiti dall’IA”.
Se usati con metodo, spirito critico e responsabilità, questi strumenti sono alleati potenti: aiutano a confrontarsi con punti di vista diversi, a gestire la complessità e a far emergere il meglio delle competenze umane.

La tecnologia è al servizio dell’uomo.
L’intelligenza artificiale anche.
Il valore finale resta nel contenuto.

E il giudizio, come sempre, spetta a chi legge.

Ne parliamo?

Se quello che hai letto tocca un problema che hai in azienda, scrivici: la prima conversazione serve a capire, non a vendere.

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