Come ottimizzare i link interni del tuo blog

La tua azienda ha bisogno di un blog e cerchi idee chiare sui passi da muovere. Ecco perché ho già dedicato un articolo al dubbio che investe chi inizia quest’avventura: meglio una piattaforma gratuita o a pagamento? La risposta punta verso il self hosted. Devi avere un dominio di proprietà, uno spazio hosting, un blog capace di adattarsi alle tue necessità.

Come ottimizzare i link interni del tuo blog

Una volta impostato il tema c’è solo da scrivere. Beh, questa è una semplificazione difficile da ignorare: il lavoro del blogger aziendale non si limita a questo. Deve indagare, deve ragionare sul pubblico di riferimento e creare delle personas per identificare i profili da raggiungere. Solo conoscendo il target puoi dare risposte chiare.

Risposte che si trasformano in “esche” per i potenziali clienti. La logica dell’inbound marketing è questa: gli articoli del blog diventano uno strumento per intercettare persone interessate ai tuoi beni o servizi. Ti fai trovare nel momento in cui gli utenti hanno bisogno di te. Niente banner invadenti, basta interruzioni senza senso: adesso sei tu il contenuto che le persone cercano.

Gli equilibri da rispettare per portare a termine questo lavoro sono diversi: ci sono i titoli, le immagini, le tassonomie, la leggibilità del testo e ovviamente, i link interni. Di cosa sto parlando? I link non collegano siti web differenti? È necessario lavorare su questo punto? Ecco una guida di base per ottenere risultati da questa buona abitudine.

Cosa sono i link interni?

Mi piace usare la soluzione che ho indicato nel paragrafo precedente: i link interni rappresentano una buona abitudine per la tua attività. Nella pratica sono dei collegamenti ipertestuali che rimandano a pagine diverse dello stesso sito web. L’idea è semplice: un articolo non può soddisfare tutte le esigenze del lettore, al tempo stesso il blog offre diversi approfondimenti.

All’interno di un contenuto, quindi, possono esserci dei link che portano a post che hai già pubblicato: risorse per trovare nuove informazioni. Alla base di questi collegamenti, quindi, c’è un principio semplice da seguire: l’utilità. L’audience potrebbe aver bisogno di un topic che hai già affrontato? Inserisci un link interno e migliora il tuo lavoro.

I link fanno parte dell’architettura del web, sono un elemento fondamentale della struttura reticolare che si trova nel nome stesso: Word Wide Web, la rete grande quanto il modo. Usare con cura i link interni è un modo per rendere omaggio allo spirito stesso di questa invenzione.

A cosa servono i link interni?

Ad approfondire dei temi che non puoi affrontare in un articolo. Considera il collegamento ipertestuale come un modo per rendere il contenuto più fluido e leggero possibile. Non puoi dire tutto in un testo, rischi di appesantirlo e annoiare chi non ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Ecco che i link interni ti aiutano a risolvere il nodo: chi vuole approfondire clicca, chi ha già abbastanza informazioni prosegue la lettura.

C’è un altro motivo per inserire i link interni: far scoprire contenuti nuovi. Questo vale soprattutto per chi segue i tuoi articoli da poco tempo, e non conosce le pubblicazioni precedenti. Ogni post che lasci sul tuo blog è una nuova occasione di lettura, un invito a rimanere sul blog. Spesso i lettori di My Social Web mi confessano:

“Il tuo blog è una continua scoperta, inizio a leggere e non riesco più a fermarmi”.

Questo avviene perché uso con attenzione i link interni, li inserisco ogni volta che c’è qualcosa di interessante da leggere. Aggiungi a tutto questo una buona mole di articoli e il gioco è fatto. In quest’ottica i link interni aiutano a ridurre la frequenza di rimbalzo, la percentuale di utenti che arrivano sul tuo blog e vanno via senza aver visitato altre pagine.

C’è un altro motivo per curare i link interni: la SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Google tiene traccia dei collegamenti interni e puoi avere una lista delle pagine più linkate nell’apposita scheda che si trova nella Search Console (ex Strumenti per Webmaster).

Un esperto SEO può andare oltre l’ottimizzazione base e spingere i link interni per ottenere buoni risultati in termini di posizionamento, e quindi aumentare le visite da Google. Ma per ora basta seguire le regole del buon senso. E inserire i link sempre con l’ottica dell’utilità.

Da leggere: come scegliere il miglior titolo per il tuo post

Come inserire i link interni

Nel modo più semplice possibile: con il comando di WordPress che consente di aggiungere collegamenti ipertestuali su un anchor text. Così come per qualsiasi risorsa esterna, i link interni hanno bisogno di una stringa di testo per raggiungere la pagina interessata. Ed è qui che devi fare attenzione: la scelta dell’ancor text, il testo cliccabile, è un elemento decisivo.

In primo luogo per un principio di leggibilità. Le persone devono essere in grado di capire subito qual è la risorsa che hai collegato. Leggendo l’ancor text l’utente deve individuare l’argomento che affronterà nel momento che arriverà sulla pagina. Basta, quindi, agli anchor text criptici (clicca qui, vai, fonte).

La scelta dell’ancor text è funzionale per l’ottimizzazione SEO: Google contestualizza il link grazie al testo che usi. Ma come si inseriscono i link interni? Quali sono le strategie utili per aggiungere collegamenti nelle proprie pagine web diretti verso risorse interne? Le alternative sono semplici:

  • Anchor text integrato – In questo caso inserisci un link nel modo più naturale possibile, selezionando il testo nel paragrafo e aggiungendo il link con naturalezza (come ho fatto in questo post).
  • Titolo del post – Non scegli un anchor text, indichi la risorsa attraverso il suo titolo. Lo puoi fare in una lista di headline utili per approfondire una argomento o alla fine di un paragrafo, per consigliare un approfondimento.
  • Immagine – Più rara come situazione ma comunque possibile: il link interno viene inserito attraverso un’immagine o un banner. O ancora nella didascalia di una foto. Nel primo caso si usa il pannello di controllo del visual, nel secondo il comando classico per inserire i link.
  • Pingback – Segnali che permettono di inserire in una pagina la notifica di internal linking. Io preferisco eliminare questa funzione perché rischi di creare elenchi infiniti di collegamenti, e disperdere l’attenzione di chi legge.

A proposito, qual è la procedura per aggiungere un link? Basta selezionare la parola o la frase da collegare e cliccare sul tasto con la catena che trovi nell’editor. Quello a fianco, la catena spezzata, lo utilizzi per eliminare il link. Una volata cliccato il bottone per l’inserimento appare una finestra con un campo: qui puoi inserire il permalink o digitare una parola chiave.

link interni

Con WordPress puoi cercare nel database i vari articoli. In questo modo, se la memoria non ti aiuta, puoi indicare una parola chiave nel campo link e controllare se hai qualche contenuto utile. Ci sono altre opzioni, si trovano nel menu che appare una volta cliccato il tasto ingranaggio. Qui puoi spuntare l’opzione “apri link in una nuova finestra” ma, in questo caso, si apre un discorso che voglio approfondire con attenzione.

Usare o non usare il target=“_blank”?

Il target=“_blank” apre il link in una nuova finestra del browser. E di lasciare inalterata la pagina sulla quale stai navigando. Questa soluzione ti permette di non chiudere la risorsa che ti interessa, di solito viene utilizzata per i link in uscita. Ovvero i collegamenti che ti portano fuori dal sito web.

Il motivo è semplice: non vuoi perdere la visita. Il lettore può approfondire la fonte ma, al tempo stesso, deve rimanere sul tuo blog. Scelta comprensibile, anche se le regole dell’HTML sconsigliano di usare questo comando: costringe l’utente a compiere un’azione improvvisa, non preannunciata.

Di solito il target=“_blank” lo uso solo per i collegamenti che portano fuori dal mio dominio e lascio i link interni senza particolari riferimenti: si aprono nella stessa finestra, non è un problema.

Plugin WordPress per ottimizzare i link interni

Esistono plugin per fare qualsiasi cosa, anche per ottimizzare i link interni. Ce ne sono diversi e io ne ho sempre una buona selezione per risolvere i problemi dei blogger. Ecco quelli che devi prendere in considerazione:

  • Table of content plus – Questo plugin crea un menu con dei link interni speciali: sono delle ancore per raggiungere le diverse sezioni del post. Ogni sottotitolo del contenuto diventa una voce del menu, in questo modo puoi migliorare la leggibilità del post, anticipare gli argomenti dell’articolo e ottimizzare i tempi di lettura.
  • Contextual related post – Ci sono tanti plugin per inserire i link alla fine del post, scelta interessante perché ti offre la possibilità di mantenere il pubblico sul blog. Ma perché affidare questo compito a un algoritmo? Scegli gli articoli da linkare, le risorse migliori per il contenuto che hai messo online.
  • Breadcrumb NavXT – Un plugin semplice ed efficace per inserire i bredcrumb, i link che si trovano all’inizio del post per raggiungere sezioni precedenti della navigazione. Di solito l’organizzazione è: home » categoria » titolo del post. Questa soluzione ti mostra quanto è importante dare il giusto nome alle tassonomie.
  • UpPrev – Questo plugin crea un banner alla fine del post che porta all’articolo precedente. Se non hai impegnato la barra laterale con altri contenuti può essere una buona soluzione per continuare la sua permanenza sul blog.

Ci sono altri plugin per ottimizzare i link interni? Certo, ci sono soluzioni per automatizzare l’internal linking. Questo significa che ogni parola può essere collegata a una risorsa stabilita senza l’intervento umano. Molti SEO usano questa soluzione, io preferisco lavorare con la testa sulle spalle: decido personalmente cosa e quando linkare.

Tu ottimizzi i link interni?

Semplicità. Questa è la parola d’ordine per ottimizzare i link interni. La mia opinione è semplice: non devi strafare, non devi tormentare il lettore con continui riferimenti a risorse che in realtà non servono.

Pensa ai link interni come a una risorsa da dosare con attenzione, senza aver paura di osare ma neanche con estrema intraprendenza. Sei d’accordo con il mio punto di vista? Hai qualche domanda? Lascia le tue curiosità nei commenti.

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Riccardo Esposito

Ciao! Sono un blogger e un webwriter freelance. Scrivo articoli dedicati al mondo della scrittura online, faccio formazione ad aziende e liberi professionisti.

Comments

  1. I link interni sono possono davvero costituire uno scheletro di tutto rispetto per l’organismo del blog.

    Ultimamente, noto che i miei lettori si fermano a leggere almeno una pagina in più rispetto a quella su cui “atterrano” – un buon segno, no? 😀

  2. Grazie Riccardo, finalmente sono riuscita a chiarirmi le idee sul tema target=“_blank”.
    Io l’ho sempre utilizzato (anche per collegamenti interni al mio sito) pensando che, in questo modo, l’utente possa leggere il collegamento, per poi tornare facilmente alla lettura del post dal quale era partito (chiudendo la nuova finestra relativa al collegamento). Ora ho capito che il mio ragionamento era errato. D’ora in avanti lo utilizzerò solo per i link di siti esterni, come da te consigliato.
    ps. Per caso hai già scritto qualche post sui link dofollow e nofollow?

    • Riccardo Esposito Says: giugno 20, 2016 at 9:17 pm

      Ciao!

      In realtà il link con target=”_blank” sarebbe sempre da evitare. Io lo uso solo per quelli esterni, quelli interni va bene rimanere nella stessa finestra. Link nofollow? No, per ora niente. Vedremo nelle prossime puntate della rubrica.

  3. Ciao,
    io invece utilizzo spesso il target=_blank. Inoltre per i link da articolo ad articolo userei sempre il doFollow… il noFollow si usa raramente in realtà.
    un saluto, ciao!

    • Riccardo Esposito Says: giugno 21, 2016 at 1:48 pm

      Ciao. Io uso il rel nofollow secondo le indicazioni di Google, nulla di più e nulla di meno. tranne sul mio blog personale dove ho subito una penalizzazione manuale e ho attivato il nofollow su tutti i link in uscita…

  4. Ciao Riccardo,
    a parte il tuo caso, secondo me mettere il nofollow sui link in uscita è un errore. Lo metto solo nel caso sia una risorsa che non reputo buona o per altri motivi (network di siti, link sitewide, link promozionali ecc); per il resto, se parlo nel mio articolo di inbound marketing e faccio riferimento ad un articolo approfondito sullo stesso tema di un altro blogger, io vado di doFollow (e lo reputo anche giusto). Un saluto, ciao!

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