Il blog aziendale crea appartenenza, come una tribù

Sono stato alla presentazione del nuovo libro di Riccardo Esposito: “Etno blogging per tribù digitali”. Il titolo mi è piaciuto subito. Credo che il blog aziendale possa essere il luogo di appartenenza dove iniziare la trasformazione della mia impresa in una tribù. Ti spiego il mio punto di vista.

Il blog è un luogo di appartenenza? Sì, il blog è “un luogo” perché è definito da un perimetro preciso, tracciato dalle categorie degli argomenti. “Di appartenenza” perché nel blog riconosco l’identità dell’azienda e delle persone che ci lavorano, e nel quale si materializzano le esperienze e si condividono le passioni.

Con il blog conosco meglio la mia tribù

Conoscere il proprio pubblico presuppone il desiderio di interagire con le persone, ascoltando senza interrompere. Questo non vale solo per il blogging, è una regola che devo applicare anche nella mia azienda. Il blog è il posto ideale per ascoltare e conoscere meglio le persone che lavorano con me.

Se tribù vuol dire “un gruppo unito sotto un unico totem, un unico credo, un’unica fonte” (cit. Riccardo Esposito),  allora anche io voglio che la mia impresa diventi una tribù. Gli appartenenti sono le persone con cui lavoro ogni giorno. Sono sicuro di conoscerle bene? Sono sicuro che siano a loro agio e condividano le mie aspettative?

Questo è vitale per la mia azienda. Il gruppo fa la differenza. Senza un team affiatato non posso costruire un’impresa che raggiunga gli obiettivi che mi sono prefissato. È difficile creare le occasioni per un confronto, sommerso dagli impegni quotidiani. Ma se cambio le mie priorità allora tutto può succedere.

Con il blog creo un momento di confronto

La priorità è cambiare mentalità, trasformare la mia azienda. Decidere di aprire un blog aziendale, come utilizzare i social network, vuol dire mettersi in gioco, metterci la faccia, buttarsi per primo. È come aprire la propria tenda e invitare tutti a scaldarsi intorno a un fuoco, nella penombra. Qui le persone parlano e si confrontano.

Non devo vendere nulla con il blog, non decido di crearlo per questo. Non devo seguire le logiche del profitto. Ci sono tanti argomenti di cui parlare quando si fa blogging. Bisogna scegliere quelli giusti, quelli utili per il miei clienti. C’è bisogno di idee e di stimoli. Senza momenti di confronto diventa tutto più difficile.

Con il blog scopro risorse inaspettate

Per costruire un blog aziendale ci vuole tempo e risorse. Se voglio che sia un progetto condiviso devo iniziare a parlarne con i miei collaboratori. E devo accettare il confronto con loro. Non possono essere incontri dove il titolare parla e i dipendenti prendono appunti. Sono io che devo mettermi in ascolto.

Le riunioni per definire un blog non sono come quelle del commerciale. Disporre di un blog per un’azienda è una risorsa formidabile: prepara la strada alla vendita, sostiene il lavoro dei tecnici e va in difesa della reputazione dell’azienda. Devono emergere le esigenze dei clienti a cui dare risposta.

Per quanto piccolo possa essere il gruppo di lavoro, nelle riunioni ho l’occasione di far emergere qualità inaspettate da persone che non hanno mai avuto la possibilità di esprimere un’opinione. Ascoltare il loro punto di vista può farmi scoprire prospettive interessanti e cogliere nuove opportunità.

Ognuno di noi ha il desiderio di vendemmiare dalla propria esperienza lavorativa. In base alla mia esperienza personale, posso affermare che l’adozione di un un blog migliora il clima aziendale. Le persone sono più motivate e partecipano più attivamente alla vita dell’impresa. Il blog è un catalizzatore di talenti.

Con il blog creo condivisione e consapevolezza

Uno dei metodi più efficaci per creare una community è quello di partecipare ai commenti degli articoli. Non voglio parlare qui di comment marketing, anche se è un’attività efficace se svolta in modo corretto. Parlo della possibilità di creare delle relazioni tra le persone.

La crescita professionale di un individuo passa dalla sua capacità di confrontarsi con gli altri e accettare critiche, osservazioni. Il blog aziendale è una palestra ideale per questo: commentare l’articolo di un collega o condividere il suo post sul proprio profilo Facebook possono essere delle ottime esperienze formative.

Attenzione però. Commentare è un’arte. Non può essere fatta in modo superficiale. Il mio commento deve arricchire il post. Devo dare il mio contributo, come in un brain storming. E nel momento in cui lo faccio rivelo le mie capacità ai colleghi che sanno di poter contare su di me, più di prima.

Con il blog creo la mia community

Se ho costruito il blog aziendale partendo dal coinvolgimento dei miei collaboratori, ho già creato la prima community del blog. Quella composta dalle persone con cui lavoro ogni giorno. E il loro coinvolgimento attivo li renderà consapevoli dello sforzo necessario per promuovere l’azienda per cui lavorano.

Questa consapevolezza mi mette nelle condizioni di investire risorse per la formazione interna. Perché non basta essere predisposti a scrivere un articolo, bisogna studiare e imparare le tecniche giuste. Questa scelta dipende dalla dimensione dell’impresa e dalle risorse che possono essere messe in gioco.

Non sempre è possibile creare un blog. Ma è sempre possibile avere la volontà di confrontarsi sul proprio lavoro. L’ascolto crea consapevolezza e permette di cogliere le opportunità. Per me è stato decisivo il rapporto schietto e diretto con i miei collaboratori e con professionisti che mi stanno aiutando a percorrere, con fiducia, questa strada.

@mysocialweb parla del suo nuovo libro con @alessio_beltrami #etnoblogging #tribes #digitaltribes

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Etno blogging per tribù digitali

“Etno Blogging per Tribù Digitali è il secondo libro di Riccardo Esposito.

Il libro che stai per leggere è ricco di informazioni utili per la creazione di una community digitale e per la sua gestione, infatti troverai suggerimenti che ti mostreranno la strada corretta per generare fondamenta solide per una sana community. Creare e gestire una comunità online non è per niente semplice e non è un’attività che può essere avviata nell’immediato: richiede dedizione, conoscenza degli strumenti e tempo da dedicare.” – Webintesta.it

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Il blog aziendale crea appartenenza e stimola il confronto: la tua opinione

Mi rivolgo a te, imprenditore. Nella tua azienda, quanto tempo dedichi alla conoscenza e all’ascolto della tribù di cui fai parte, quella dei tuoi collaboratori? Lo so, poco e non per tua volontà. Il blog può essere uno strumento formidabile per trasformare la tua azienda in un gruppo unito e consapevole che sia disposto a mettersi in gioco.

Cosa ne pensi? Adottare un blog aziendale stimola il confronto, crea appartenenza? Pensi che ci possano essere persone “nella tua tribù” in grado di dare un contributo scrivendo un articolo?

Lasciami la tua opinione nei commenti.

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Diego Ricci

Innamorato di Internet, dal '97 mi occupo di servizi web per piccole e micro imprese. Ascolto e analizzo le esigenze dei Clienti e propongo soluzioni. Amo la buona compagnia, lo stare insieme e le cose semplici come una birra al pub.

Comments

  1. Bello!
    Il blog come luogo di appartenenza, sia del padrone di casa che dei suoi ospiti.
    Entrambi uniti dal desiderio di interagire con le persone, come ci ricorda Diego.
    E dove si può farlo al meglio se non in una tribù, termine che evoca il concetto di accampamento, di apertura e condivisione?
    Provateci, se ne siete capaci, stando invece arroccati in un castello con il ponte levatoio alzato e i fossati pieni di acqua!

    • Ciao Alberto e grazie per il tuo commento!

      “E dove si può farlo al meglio se non in una tribù, termine che evoca il concetto di accampamento, di apertura e condivisione?”

      Anche a me il termine tribù evoca un accampamento. Se ci pensi sul lavoro siamo tutti in trincea e, a volte, prevale un sentimento di precarietà. Bisogna essere pronti a smontare le tende per trasferirsi altrove, in lidi più sicuri.

      Se sei circondato da persone che si sanno adattare e sono pronte al cambiamento, tutto diventa più facile.

      Il mondo della condivisione è il presente e il futuro delle imprese.

      Grazie ancora per il tuo contributo e buon weekend! A presto!

  2. “Decidere di aprire un blog aziendale, come utilizzare i social network, vuol dire mettersi in gioco, metterci la faccia, buttarsi per primo”: è la pura sacrosanta verità e spesso è un aspetto sottovalutato. Ottimo post, Diego, posso dire che sono d’accordo su tutto? Purtroppo non ero presente alla presentazione del libro di Riccardo perché ero in trasferta a Genova però l’opera è in arrivo… a casa! Adotto oggi questo tuo post nella comunità di #adotta1blogger su FB!

  3. Bello, in effetti è vero. Il mio blog aziendale rispecchia la nostra attività ed inoltre, essendo riferito ad una attività locale,c’è modo di confrontarsi anche nella realtà.
    Un bel punto di vista!
    Grazie a Gloria che ti ha adottato

    • Ciao Silvia!

      Hai usato il termine “rispecchia” e hai aggiunto qualcosa di speciale al post.

      Rispecchiarsi vuol dire riconoscersi in qualcosa di familiare, che ti appartiene. Ma non è un’azione fine a se stessa: con il blog ti metti in gioco, ti confronti e verifichi se questa percezione sia confermata anche dagli altri.

      Grazie mille per il tuo contributo!

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