Web design: intervista a Stefano Marchioro

Ho conosciuto Stefano a Milano, nel 2011. Aveva appena finito il liceo e lavorava presso un mio cliente. Ho scoperto che arrivava al lavoro sempre un’ora prima. Quando gli chiesi il perché mi rispose: “Se perdo la coincidenza del treno, rischio di arrivare tardi al lavoro!”.

Intervista a Stefano Marchioro, analista e programmatore

Finita la sua esperienza lo presi subito a lavorare in MarkCom, come apprendista. A marzo di quest’anno sono cinque anni che lavoriamo insieme. Abbiamo in comune tante cose: una su tutte la musica.

Stefano Marchioro
Sviluppa le applicazioni web curandone l’usabilità. Il suo punto di forza? Riesce a “vedere” l’applicazione dalla parte dell’utente. Educato e gentile, sul lavoro non si accontenta mai. Cerca la soluzione migliore curando i particolari.

Ciao Stefano, come hai iniziato a lavorare per il web?

Premetto che il computer è da sempre una delle mie passioni. Ho iniziato a programmare da bambino, facendo piccoli progetti e documentandomi sui vari argomenti dell’informatica. Lo consideravo un gioco.

Le basi vere e proprie dell’informatica e in particolare della programmazione le ho ricevute con l’istruzione superiore: ho frequentato una scuola con indirizzo informatico.

Che cos’è per te programmare?

È creare uno strumento in grado di semplificare la vita delle persone. Ovvero creare uno strumento per abbreviare operazioni di routine e agevolare il lavoro di ogni giorno. Una bella sensazione quando ci si riesce, che ti ripaga di tante ore a scrivere codice.

La parte che preferisco è la realizzazione dell’interfaccia grafica. Devo scegliere e disporre i componenti grafici in modo che migliorino l’esperienza di navigazione del Cliente. La parte che meno mi entusiasma, ma pur sempre fondamentale e da fare bene, è la stesura del codice sorgente.

Che cos’è per te l’usabilità nel software?

Un software senza usabilità è come un’automobile con un buon motore e una livrea accattivante senza volante ne cruscotto. Senza usabilità il software è inutilizzabile, anche se scritto in modo impeccabile.

Da un certo punto di vista, conta più l’aspetto esteriore di quello interno. L’ideale è realizzare un programma semplice, di facile utilizzo, in grado di reggere qualsiasi sollecitazione. Deve essere “a prova di sciocco”.

Sotto questo aspetto è fondamentale disporre di un team di persone che testano la soluzione, prima di consegnarla al cliente. I tester sono bravi a simulare il comportamento dell’utente, trovando eventuali pecche di usabilità.

Si può programmare senza obiettivi?

L’obiettivo finale è la soddisfazione del cliente. E il cliente ha in mente il risultato finale: come ad esempio visualizzare degli ordini o gestire i dati di un cliente. Non importa come questo venga realizzato.

La visualizzazione di una lista di ordini in un’area riservata, oppure la modifica di un’anagrafica cliente, richiedono invece delle specifiche tecniche di realizzazione. Una schermata d’inserimento può comportare ore di studio.

Le specifiche sono i miei obbiettivi. Senza di esse brancolerei nel buio e non riuscirei ad avere la visione d’insieme del progetto. Sarebbe come costruire una casa senza un progetto.

Cosa ti da soddisfazione sul lavoro?

Il completamento di un progetto e il vedere che lo stesso venga utilizzato con successo dal cliente. Un’altra cosa che mi soddisfa è quando riesco a trovare una soluzione a un problema. Sono molto cocciuto e non mollo fino a quando non trovo la soluzione.

Cos’è per te la parola Cliente?

E’ colui che commissiona il progetto. E’ la figura principale, da ascoltare e comprendere per la buona riuscita del progetto.

Mi manca ancora molta esperienza ma credo di aver capito l’importanza di questa figura. È facile cadere nell’errore di vedere il cliente come una fonte di problemi. Ed è sbagliato.

Cos’è per te l’Assistenza?

Vale quanto ho detto prima sul cliente. L’assistenza, se fatta bene, è il principale modo di garantirsi la fiducia e la fedeltà in un rapporto con la clientela.

Quando c’è un problema di assistenza cerco di dargli la massima priorità. Se non riesco a risolvere in tempi brevi rispondo appena possibile informando sulla situazione.

Cos’è per te la Musica?

La musica è il mio modo per sognare.

Suono da 13 anni la batteria e attualmente rivesto il ruolo di batterista nei “Flyin’ Monkeys“. La musica è una parte fondamentale della mia vita. Non riuscirei a vivere senza la musica e senza suonare.

Sotto un certo aspetto il mio lavoro e il mio hobby preferito hanno un punto in comune: mi danno la possibilità di creare e mi stimolano molto.

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Diego Ricci

Innamorato di Internet, dal '97 mi occupo di servizi web per piccole e micro imprese. Ascolto e analizzo le esigenze dei Clienti e propongo soluzioni. Amo la buona compagnia, lo stare insieme e le cose semplici come una birra al pub.

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